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Dizionario: A
Il Dizionario della Lingua Italiana di Niccolò Tommaseo
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©   F . B O N O M I   2 0 0 6 - T U T T I   I   D I R I T T I   R I S E R V A T I



A, particella. Prima che de suoi sensi e usi, dicasi del modo di pronunziarla e vide a terra Nave dall son gia morto al terra sen va. 99. la supplica a rimandarli, perefie habena da avena. Anche noi facciamo conoscere a particella da ah esclamazione, che e quasi un qualunque altro luogo) : Subito e i Lai. la scrivevano anco ha. Nell osco l ai era az ; e di qui deduciamo che forse modi: sia meglio, e l intento di industria a primavera al delta * Greci moderni, clw ?c stato a tuttavia i rustici nel Padovano. Ed e da notare che nel sanscrito la particella di questo senso scrivesi coli aspirata adlii. Nell Umbro / ad diventa suffisso a altra voce, e suona ar, altra lettera che come la 4 ha. un elemento d aspirazione : onde segue la commutazione tra ar e ra, er e re, nelle davano alle chiacchiere. Quello che verrebbe addosso, [t.] Umbro apprendiamo dal Fabretti, che, l ultima r perdendosi, usa Anat. 3. 28. Pensando adesso eh e una delle leggi composte l a. prefisso valeva in, particelle che anco in italiano uno, e poi furono sci prefisse ad altre voci a Dio), Di te (Virgilio) Innanzi a vocale sovente ritornasi all uso Int., bSi fa ad. [t.] Colombia. L Ad amare il dolcissimoGesu Cristo. = bene acquisto... S aperse idee / a stare innanzi a vocale. Varch. Sen. Ben. 2.10. (C) Il ricordare a cosi gran moltitudine. Car. fatti, aftligge ed ammazza altrui. Petr. Son. 4. (Gli.) Venendo interra (Cristo) a illuminar le carte (profetiche) 525 Geli. Op. 28. Se l il vero, Tolse Giovanni dalla rete e Piero. 5. S unisce all art., e fanelsing. al, allo innanzi alla s impura e alla z Guido (poeti italiani) La gloria toscana che segue la E t. 1. e. 28. se, per l aferesi della i, -la consonante seguente diventasse simile alla s impura : e taluno oggidi scrive allo ingegno, ma pare abbia pochi seguaci. In ant. scrivevasi iutl unito allongegno ; e anche a lo, come viste (a intendere il quale giu per le A colui che meco s Rechiamo solo un esempio, perche notabile, d uno di questi modi antiauati. D. 1.7. In eterno verranno a gli duo cozzi (gli avari e i prodighi a vituperarsi insieme). Innanzi ad s impura a per allora una relazione simile (C) uno coU in se Svizzeri, da banda a banda. Uso glorioso porto. E 3. 10. (C) I All ingrosso, Al minuto. 60. ventiduc diverse guise si sogliono accompagnare (e li numera], E 2.140. Al e dal son voci muzze da allo e dallo . i. Se d ordinario tornerebbe superfluo segnare Quello si ch io l facendo piu a piu si facea un caso che inver la Mira Quand i senso, come nel seg. [t.J D. 2. 31. Confusione e paura insieme miste, Mi pinsero Quando era scarso a danari della bocca, A 1 quale intender tur mestici1 (Gli.) La giustizia della beatitudine dolor conveniva guardare il moto delle labbra che non diedero suono). Di questo modo diremo piu sotto: qui notasi svio della scrittura. = Quindi il poter dividere la particella dall a spalle, [t.] D. 1. Pungil. 43. (C) Dice lo proverbio comune : a sola la miseria non ha l uomo Relazioni di moralita sociale, [t.] fa a perche la veduti esempi dell » coll i; e dove questa lettera abbondi per i troppi plurali, l elisione e utile a varieta. A miei suona meglio che ai miei, e nessuno direbbe ai tuoi rai. Ma pronunziasi a miei fare coll a e con perche quell apostrofo annunzia quasi uno moto e indivisibile da quella egli aveva qualche ragione sebbene a taluno piaccia tuttavia alla Italia: ne i Tose, stessi oggidi scrivono la Tanti beni ha donati (Iddio) giova non elidere, quando scemerebbe chiarezza, [r.] E di tristo uomo riporre la propria gioja nel togliere la altrui. (Dove apparve). = Fiorett. S. Frane. l avere altrui.) 5. II. Se / a l errore da sozzo piggiore moto; onde dicesi anco maniera, gia ch ella mai lasci affatto l originale direzione, come quello che mettesi certi luoghi, per meglio determinare, i Lat. stessi ponevano invece del dativo il quarto caso colfaa ; e questo entra nella composizione d altra pochi di tornare, vedrebbe del dativo per la necessita die fu ad esse di piu chiaramente determinare; necessita venula dalla mistione di popoli al ciel t avvalora. P. maggior forza logica, perche la logica non consiste nell analisi sola e nella lunghezza. Noi dunque non diremo che / a sia segnacaso, si perche l italiano non ha casi, si perche questo titolo toglierebbe alla particella il valore dell idea, la farebbe cioe senza senso. E i significati distribuiremo secondo le idee, giacche il noi credesse. Jac. Tod. p. per in, sopra, sotto, e via via, e un non dichiarare nulla, e il valore di tutte quello 1. 31. Stava a alle molte A cui di bocca liscia [t.] D. 2. 19. E idee, quella a e a malizia sua presenza. dare e l e usci a loro. [t.J se vuole vivere. [Cam.J Lat. interno ed esterno all oggetto. Naturalmente doveva questo suono esprimere natura di preposizione; poiche in col piu facile movimento, e congiungendo l aspirazione al respiro, denota l unita della vita corporea e della spirituale, e comprova la distinzione del soggetto dall oggetto, cioe la realita del mondo esteriore, la dipendenza fangose genti. [t.] D. 1. dagli enti di fuori, e la necessita ch egli ha de suoi simili. 6. Direzione di corpo a corpo. D. 1. 1. Uscito Fare a farsela, o farsele, Si volge all acqua dal di 25 di marzo). Disc. 309. Gli altri animali, sono fatte col volto alla terra. (non com.) [t.] D. 2. sole... al volto. [t.] D. movevano secondo il canto) A quasi e ad un orto (Oriente, Bugia) Buggoa siede. ^-: Beni. Bini. Buri. 1.93. (C) Una mummia appiccata a tramontana, [t.] D. 3. 25. Che cio che vien quassu rial mortai mondo, Convien che a nostri (celesti) raggi si maturi. — Ang. Ov. Met. 9. sarebbe da intendere nulla. Ellissi portelli, E siiun di sotto a lume di ad imbolare [rubare) in casa al sole, a bacio.[t.1 D. 3. 31. quelle ruote (E drizzo gli Viso ed amore avea tutti ad un s andava a Roma, [t.] a Colui (Dio) son gli altri... Che precedetter si dia a vedere). [t.] D. 2. 2. Tre volte dietro 17. Ne (ci) pose al E tante mi tornai con esse al petto. = per partire. [t.J Com. A nel frasi, chiama quella di [t.] D. 2. 32. A animo, della condizione. Bore. g. E 1. 31. Cercati al parile.) a bianco e nero. (fune) Che 1 187. (C) (I raspi) in quattrin 15. Chinando la mano alla pajono misurati a confusione, [r.] D. 2. 9. ambe le mani. E 1. 33. (C) narrate di mio corso (vita), Comiino. Signora, e del divin capelli Del capo (del suo nemico), ch egli avea, di retro, guasto. E 1. 25. (Una serpe) gli s avvolse Sto;: 2. 100. (C) Avanti 8. Inginocchiossi al figliuol di e occasione sono idee che Eufros. i. 398. (C) (Gh.) le barche, si dirizzo a 1. 5. Quali colombe... Con l ali aperte e ferme, al dolce L ultimo senso si da 15. 32. Tu spiegherai, Colombo, a un nuovo polo... le antenne. Bocc. Dee. 2. 314. (C) Una galeotta... vedute (C) Usci (il Ferruccio) di loro. D. 1. 10. Un sentier che ad una valle fiede (va a ferire, l ora. P. Canz. 29. mimis tua coscienza). E 1, 16. Direzione della mente e dell animo. D. 1. 29. Se tu avessi... Atteso alla cagion perch io guardava. E 2. A. Stava Stupido tutto al carro della luce (sole). scornera. [t.] Fare all amore, bada Di vederlo chinare. D. co compagni loro. 46. parlar. E 3. 13. Aver... rispetto Ai regi che son molli, e i buon son rari. E 2. 16. La gente che sua guida (i sacerdoti e i re) vede tornando al suo la Pollonia, D. 2. 22. Hanno Di quel si nasce. E 3. 9. Solo ai Decretali Si studia. E ivi. Indarno a Ch io ebbi a divenir 2. 23. Deh, non contendere all asciutta scabbia che mi scolora... la pelle... Ma dimmi pasticcini — Stare a pane al mio viso ; rispondi al mio prego). E 1. nona, a vespro, all alba specchio l uno all altro sbuffare dell ipocrita, Divotamcnte... orare alle Chiese, ch eoli temeva sopravvenirgli). = Beni. Ori. presso a Parigi : alle donne si scuso di gente. D. 3. 20. Al sembiante... il fa vedere ancora. [t.] Quindi i modi a occhio, al fiuto, e sim. T. Ger. 3. 60. Pur sola che sia; Celi. Benv. a Troncandosi co denti a speranze. D. 1. 16. All abito ne (ci) sembri Essere alcun di nostra terra prava. Car. L. ined. 3. 171. Parendomi, alla poca provvisione ch di non volere a star in questo u. p. proposizione piu speciale, dell uomo Ar. Far. Son. 241. senza quasi merito di volonta Se violenza voce, al volto, a panni. Vit. SS. Pad. 136. Conoscendo denotare Qui anco: Notare a qui D. 1 5. A che (segno) e coine concedette Amore Che conosceste i dubbiosi desiri? Vili. G. I. 8. e. 58. [Gli.) Prese a vero la parola. (Cosi prendere a offesa.) [t.1 D. 1. parole... Vid io scritte a! altro come al ver si guata (accennasi A trargli l osso potrebbe inleso che quel ch odesi sarebbe a maraviglia (Dubitandum esset). a sordo. 1 Cav. Pungil. 53. (C) A questo Salto. Bocc. g. 3. ii. e a molti [t.] E 2. 10. Imagini S. Gir. e. 3. p. 9. [t.] D. 2. 26. Se a nome vuoi saper chi Legato. 9. III. S e nell inferno di Dante). Pucc. Babeilo a intenzione di mandarla a cielo. Cavale. Alt. Apost. 170. (C) Questo disse a Ori. in. 04. 19. L Paolo per essere liberato gli desse moneta. Fr. Guid. Pis. senso, Canet ad auras. Abbajare d Egitto te lo raccomando. D. 1.2. ed a inganno li cavo d Egitto, fi .] D. 1.19. Non temesti torre a inganno La bella fretta. E 1. 0. Trapassammo i modi a bella posta, perche affine alla gioja che Ori. In. 58. 52. (Gh.) A caso ognuno a lui perche capitano come sollevatore del popolo. casa. Firenz. Trinuz. 3. peccatori nell altra vita. Alt. Se la leggerezza in ogni omiciatto B. Dee. 1. 6. Egli Andato e all eternita), ch un muover ogni operazione tende o al danno, o all utile secondo, [t.1 D. 2. 1. 2. 6. (C) Un uffizio, Essere tutto a una cosa, Sono Ond era a pompa ed — Cic. Amie. te si niegbi. E 1. 5. Se a conoscer la prima radice Del nostro amor tu Stor. 1. 358. (C) Aggravandosi 26. L ardore cio contemplo. t [t.] D. del mondo esperio... Li miei compagni fec tuo piacer. E 3. 16. questa orazion piccola, al Vit. SS. PP. a lato Non esser vago a Borgh. 3. 220. (Gh.) Che piu o meno anni (tutti letizie (Ps. Desiderat cervus ad La schiatta d Enea cadeva 490. (C) Oh! se io avessi appetito al gran guadagno, io mi potevo restare in desira, Se e assai. A che! (sollint. i non 20. VI. sono vissuto forse con troppa cortigian amo. Pelr. Tr. Cast. v. Cecch. Stimi, i. 5. (C) Non e si magro cavallo, che alla biada non rigni. buca infiammata) che se ne Bene *sovra natura) Di la noi in calca e in che s aspiri (non ce rie maggiore). E 3. 22. A voi devotamente ora sospira L anima mia per acquistar virtute. It.J D. 3. 3. A parlar pronte. E 3. 8. Sem (siam) presti al in si acuti (bramosi), Con Voi mi date a parlar d interrogazione spedito). Coni. A A ben far la incuora. E 2. 13. Oh dolce lume, compagno volle far tenere a die) Per o nuovo cammin. [Camp.] Quid. Giud. 3. mezzo al. maschio. Salvin. Tri/iod. 100. (C) quale aggio la mia ferma speranza. |t.J Cam. Aspettare a gloria. D. 3. 4. Consente al danno. E 3. 3. A tutto il regno piace. S, Gir. Grad. volg. 28 (C) In due maniere sono perdute l orazioni dell uomo ; s egli non le fa a buon cuore, o s buon viaggio (andate a). Cosi: perdona a colui che male fa. [r.j D. 2.11. 0 Padre nostro, che ne cieli stai, Non circonscritto, ma per piu amore, Che a primi effetti (creature) di lassu Piu specialmente e assol. d solenne. Se non che al mi scalda. E 3. 17. d argento e d oro, son timido amico, Temo... E 3. 11. Sposa... a lui... per invece di a. [t.j = VV. SS. PP. 4.196. parte del Re, che a tutto a poveri e agli infermi. t [t.] Voce, Don. Cron. 73. Assai suoi... Raccomando la sua donna (Francesco In un caso solo a l amassero a fede. [t.J Cam. Parlare, fare a passione. Non puoi fallire (di giungere) servigio di Dio mi a i; guancie? 77. Stor. Europ. 3. (C) La Rossia, regno (al cielo). D. 2. la Boemia, provincie naturalmente dedite alle armi, [t.] D. 3. 3. Uomini... a mal piu ch a bene usi. E 1. 5. A vizio di lussuria fu si rotta. [t.] D. 3. 16. S indraca (si fa quasi drago) Dietro e acquista senso di fino. chi mostra il dente Ovver la a cio s accorse (allo E 3. 12. Benigno a suoi. E 2. 11. Farlo pietoso autoritate. [t.1 D i. 32. Gir. 4. La assassini. (Ora saprebbe di francese.) che sara dello (C) 1 A la qual mente vede il positivo, e perche anco a pensare e operare la contrarieta, forza e indirizzare l attenzione e l azione all oggetto (onde l odio e, esaudito, n ebbe danno). e a sacrifizi d amore); pero la particella di d denotare divisione o distinzione, ora. Disc. Anat. 1. 228. (C) Le cose, dicedentissime..., diventano ripugnantissime al cedere. Segner. Mann. Marz. 7. 2. La sensualita... sparga il sangue e chi sono (a colui V. 2. 201. Ne a suso. f a idea di quiete, non a tre pugnar (combatterono gli Orazi e i Curiazi). — Vili. G. I. 10. e. 58. (Gh.) I Tedeschi d Gastruccio gridando. [t.] Cosi: A diritta e a sua gente. [t.J Siccome il contrastare, cosi il cedere e l arrendersi porta fa. [t.] D. 2. 1. Alle percosse non seconda (la pianta non piega al fiotto dell onde). della sua maggiore eleganza. 88. sperando che arme a quel grave colpo non han retto, [t.] D. 2. 15. Che a chi burlera piu l posso Schermar lo viso (dal cui splendore non posso Lett. fam. 1. 340. Volesse a Lat. ad valeva difesa rende (luce e caldo d Effusos munimen ad per non ti fidar di Siate fedeli, ed a cio far non buon sospiri (il pentirmi). Quest Non si vedeva presero a braccia al poggio matura a tenuto il priore di non ch ai il niente. [t.J D. 1. (adagiandosi alla riva); Perche (onde) non gli ebbe Gedeon compagni. E 1. 25. A creder lento. = Esop. Fav. 3. p. 6. (Gh.) Rettori (reggitori) negligenti alle cure de popoli, [t.] D. 1. 9. Perche ricalcitrate a quella voglia? (divina). [t.J Qui cade a malincuore, a dispetto ; farsi scrupolo a, avere difficolta = B. all annona, savi D. 3. 4. famato (parlatone con dispregio). Ar. man severo. Nov. 2. 61. (C) Feceglisi (C) A te si liberale, a me si avara. S. altro piano, ma solo il essere jra duro a Mi sia portato tutte quelle come luci mie... dello stare a benigno, [t.] b. 3. 17. A tuo vicini invidie (che tu invidii a tuoi concittadini). 1. vano {tolsi le*superfluita e gli = S. Ag. C. D. volg. 1. 15. (C) Adiransi a noi, quando diciamo tal cosa delli loro iddii, e non si adirano filli loro autori e poeti, [t.] simoniaci) all idolatre (idolatra) Se uno, in odio al cielo.[t.] D. 1. 10. Quella nobil patria... Alla qual forse fui o reale o ideale o Fece alla contrada grande assalto. = M. Vili. 4. 334. (C) Castella ribellate al senio (siamo). Inceri. Cronichelt. 2. dello che la direzione suppone l A conversione acerba... poterli battere. apiu sovente la dice espresso. [t.I D. 1. 34. Il punto Al qual si traggon d ogni parte i pesi PP. 1. 65. (C) Portando lascia vincere a desio. =: Che fanno le letane (processioni). = G. Vili. 319. (C) Vegnendoli (tenendo) incontro, [t.1 D. 1.6. In si fig. Fr. 9. 49. A salto, a (canino) a guardia della bottega. i gli uncin . vendere in un certo modo g. [t.] D. 1. 12. Corri al varco. = Boc. Decani. = Bell in. [t.] D. quella taverna, ora a quell altra andando. Grazz. Spirit. 3. per li molti miracoli clic religioso. [t.] D. 1. 34. Entrammo a ritornar lai., che pare ahi., a Disc. Anim. e donzelle a crine sciolto. a piu chiaramente che adesso. [Cam.] D. 1. 12. Andare a caccia. Jt.] D. 2. 25. Vassi alla via sua (se ne va). = Ar. 11. Comincio a far sentir al bosco la via. E 1. 167. Per quella via segno. E 2. 13. Lagrimando D. 2. 1. Prendete il monte a piu lieve salita. Vit. SS. PP. t. 1. e. 30. (Gh.) Libricciuolo che mi venne a mano. Quindi i modi trasl. venire a intendere, giungere a conseguire. Vit. SS. Pad. i. 21. (C) Aperse l uscio attribuire come che sia, richiede D. 3. B. Dee. 15. Lungamente in S apprcscnti alla turba trionfante. £2. 23. Mutasti mondo a miglior vita (moristi). ]t.] D. al sommo Bene. f Cosi Pure a quel ben [t.] la Moravia e 5. E giunti la, con gli altri a noi dier volta (si volsero verso noi). Bocc. Dee. A uguaglianza tende la convenienza, facile il passaggio a quella Tancredi menato. Vit. SS. Pad. p. 2. 123. (Gh.) Fece portare quel monaco alla cella Essere a letto. Qui: Stare 2. 20. Ripinse al ciel Tommaso (il re avveleno il frale). F. Giord. Pred. Fantasie passo del quale si parla e un volo, ogni giravolta opre gloriose. h rimedi! [t.J Segn. Pr. 8. mandato ad di Moli, o sopraccarte di (C) Per fiera tempesta la nostra era, a voler guarire del piagge. [t.J D. 3. 1. L impeto primo (dello spirito) A terra e torto da falso piacere. [t.] D. 1. 7. Discendiamo ornai a primi guai (la favola di pieta). E 2. 4. A seconda giu l andar per nave. = Galil. Sist. 193. (C) La propensione del mobile al discendere, [t.] Qui i modi com. inclinare a, pendente del suo contr. [r.] D. 12. Salire al monte. Ar. Fui: 2. 49. (C) Si ad alto il [t.] D. 2. 32. A a tanta altezza a pena aquila sale. [t.] D. 1. 29. Mi saprei ore. A stagioni la molto distanti alla tua patria. [t.] D. 3. 6. Tre solo per la corrispondenza de contrapposti, ; e qual non e a fretta, perche a brun Ma ne modi in arnese a ingegno, e s apparecchia a ricominciare piu sta al dovere puo anco oggetto fece per venire a riposo ; e finalmente perche quiete assoluta non e pensabile, come ne il vuoto ne poco il viso mostrar molli 20. Poggiato a un de rocchi (punte sporgenti) Del duro scoglio. E 2. 24. Il luogo u (dove) fui a viver posto. £2.6. 16. Andava... alla cerca. Fr. ti fermar. 11. [t.J Vas. V. 3.102. Dipinsero punto. [t.] D. 1. 1. 12. 149. assai, o di poco valore. le cose, perche nei moti loro sente verbi essere, stare, o sim. a sovente indica fine. [t.J D.3.I. Dell eterno Valore (bene), il quale e fine, Al quale e fatta la... norma (dell ordine). E 2. 28. Lo sommo Ben... Fece l uom buono a bene. E per misura. Vili. G. 63. dato [t.] D. 2. 30. Alla (a scegliere Ira bene e male), E libero voler. Mens. Leti. 10. (C) La quale mi ha ordinato ch io le scriva a questo fine. alla lettera suona fattibile dagli (Gh.) A certezza del fatto, bene a partirvi. Magai. Lett. la febbre. Jt.] D. voi viva a se, ina comincia i tristi lai La rondinella... Forse a 2. (Gh.) Leggi non solamente... (dolore da far Progne). — Pungil, e. 27. 2. 1. Al nome di turbo di quel hallo e canto che si faceva a e colui che e pigro Quindi denota cagione e ragione, [t.] D. 1. 1. A bene sperar m era cagione... la dolce stagione. (Virg. Ad culpam causas dedit.) E 2. 21. Se cagione altra al mio rider credesti, Lasciala per non vera. Virg. ona clla e ghiotta, a »lg. 79. (C) iti cagioni abbia a riprenderlo. Bocc. g. 4. ». 2. (Gh.) Le busse, le quali egli 27. Fregio intorno all arme [t.J Giott. Canz. in Vas. 1. 348. A cio (a non escluso veruno. Fir. Trin. a questa soma. —Vit. S. Se tu a ragion di scrocchi, acqua bisogna; libro si En. 10. A che tra voi tanto contrasto? E perche nella parola apresi l intenzione, [t.] D. 2. 7. Stretto a consiglio Par con colui. Fior. S. nozze, Alla festa. 48. I. senso affine a snpponesi gara; quella Stare te piu usilale ellissi ha ella balestrate. Cors. St. Mess. 202. 1. 138. A 23. Il Com. U. 1. 122. Questo basti d avere scritto a correzione di coloro che piu sentono ch io non faccio. = Esop. Cod. Fars. Prol. memoria de suoi maggior piota a diletto degli orecchi, ma con pensamento, intelletto e fatica d animo. Gio. Celi. Onest. Vit. volg. 44. (C) Abitare potea, comincio a sotto al capo mio (nella Tr. Cose. 60. (Gh.) Ho mangiato e bevuto non a necessita, ma a volonta sensuale. Guitt. Lelt. o il segno a cui Il sole e la maggior dati (i beni terreni)..., e a servigio, aitandone (aiutandoci) a camminare esto (questo) nostro periglioso cammino. Red. 2.12. — Predicare a braccia. Ovid. veleno) ad infettarne i fluidi. s Vita e morte. Petr. del legno erano a sanita delle genti. Car. En. 3. 119. Una targa, un cimiero, una avea chiuso (la mente, raccolta lacrymis.) a difesa armato. Vit. SS. Padr. p. {. e. 6. D. 1.14. Alessandro... vide sopra a confusione del limico superbo. Virtute informativa (il germe della Gittossi a pie del che vi si possono fare. i. 8. Vincero la prova e piu ardire ha Orlando e si dispaja Le membra... a difendere il passo). E 3. ot;jo; oV,u.a dr.i ii. Eustaz. Giord. Pred. 234. 29. Al luogo... Che dello essere in tutti i luoghi ne a tutte le cose. [t.] D. 3. 7. Far l uom sufficiente a rilevarsi (dalla l effetto del fine conseguilo luci si misurano a quella attulfare in mezzo la caldaja quindici per cento a vita e altri modi di nuocere. piume. 14. E perche uno de fini e l grano) a mezzo fiorino i Guitt. L. 13. Buono suolo chiamano. 74. XIII. a si congiungono, [t.] D. 3. 32. Le menti sante si tenne alle mie mani quella altezza. —- Fr. Bari. Amm. ani. 121. (C) Grande temperamento si dee usare, acciocche le particelle confondere. 50. Avesse... ossa. =Fr. Giord. Pred. p. prenda in tal modo che a cinque, provar cio) inducon italiano. Con bestemmia di fatto offende Dio, Che solo all uso le sue ancor non mi Chiesa, non a umani fini). E 3. 27. Non fu la Sposa di Cristo allevala Del sangue mio, di Lin, di La-scialo stare (il fico) quest ad acquisto d a nera. Vivere alla campagna. e dell avvenire e del dei, Che fosti a tanto onor degnata allora. Giamb. St. non e lo stesso che cotanto uffizio. Bocc. g. 1. crini (io diavolo lo che al servizio di Dio nasconde parte del vero, e tutte nettamente. Car. En. 3. 118. Elle (le foglie della Sibilla) serbando L ordine e i versi, ad uopo de Quindi / a misura i [t.] D. i. 30. Ancor porgere cosa a taluno: A muover... Ho io il braccio alai mestier disciolto (a darli de pugni). = Grazz. Spirit. 1. 3. (C) E a che si vorra egli servire della mia negromanzia? S. Bern. Tr. Cose. 31. (Gh.) Usando l amico a grazia, e lo inimico Bons. Lez. 2. 2. 120. persone a benevolenza. M. Vili. l. 1. e. 54. Lascio Vcceconte un Provenzale di 7. Altra proprieta efficace: A a sua compagnia. 1 Vili. M. St. 2. 22. I cavalli e l armi e l altra roba parti a bottino. Esop. Fab. S. 345. Riepilogandovi a capo per salto... oltre cammina, [t.] Onde Bocc. g. 6. n. i. Polinesso. [t.J D. 3.17. Colpo... dall &: come quando diciamo: oppostissima alla sapienza, La dove g. 10. ». C. (Gh.) [t.] D. 2. mostrate io veggo (per l a guida mi t accosto (per farti da guida). E l. 22. Mia madre a servo dun signor mi pose. Fag. Rim. Al disopra e sim., dove Bocc. Filosir. 1. 49. (C) Che Griseida... Ricever noi volesse a servidore. M. Vili. 24. Se amavate d avere a dama = Bocc. Decani. 7. 246. Elessero a bulino. Borgh. Rip. 348. Fregiature 3. Ne furono assai allegri da poi che l ebbono a signore. cuore — A sangue freddo a testimone, prescegliere a intercessore, volere a strumento. 18. V. Se direzione di moto, suppone un fine: l idea di spirilo lene. Nel femm. ch Bruti disse : die cosa ne filosofi e in Dante vale creare. Pero / a s applica a idee d azione: e siccome abbiam visto l idea di fine congiunta a quella di ragione o cagione o motivo, cosi l idea d azione e, a quella oneste non sono. D. 1. occasionale. [t.J D. 2. 8. Nelle facce (lucenti degli Angeli) l occhio si Del buon Ruggier seguirmi l si confonda (facolta che per debito conviensi, Piu si ire vigore). E 3. 16. Come s avviva allo spirar de venti Carbone in fiamma. [t.] E 3. 33. A dicevasi e dicesi Tutti e si diventa, Che volgersi da lei per altro aspetto E imnossibil che mai si consenta. E 3. 2i. ch egli ebbe a vicino, cui comando 1 avea detto. = Cor. Leti. ined. 3. 83. glMwva e trionfava, la sua nostr ordine, a chi bisognera. Gap. guardare l onesta mia si Non lece (e lecito) Degli ricevere alcun novizio, lo quale abbia compra alcuna gabella, o vero che sia comprata a sua petizione. G. Vili. 2. 205. Del conte... morto a sua colpa. i G. Vili. 2. 185. Lo re Carlo... veggendo la sua gente... venire in fuga, moria a dolore. 16. E perche causa Pipino. D. 1. 31. Demmo commutami, e l atto insieme col tempo dell atto 179. 1. E quante ebbervi essere causa ; pero anco prossima Badia dei ss. Bartolomeo idee trovansi unite, [t.] Liv. assedio della citta a mezzo si mossero li Volsci. D. 5. i suoi amanti. [t.] Com. al sonar d un fischio. E 1. 23. Al rumore e desta. E 2. 26. Quali... Si fer (fecero) due figli a riveder la madre. E 2. 27. Come al nome di Tisbe aperse il ciglio Piramo in sulla morte. Gar. En. 2. 46. E chi sarchile... rimanessi). 82. In Alle tre ore, A a Al cader di costui tal prese i Teucri Tema. Liv. Dee. 312. A qucslo grande misfatto si levo un grido. Firenz. Trinus. 5. 1. (Gh.) Avete fatto il vigesimo di gli in a gran virtute alcun conforto. 08. nido di una rondine ci vuol qualche sapienza, [t.] D. 1. 22. Fu bene sparvier grifagno Ad artigliar ben lui. E 2. 9. Pria con la bianca, e poscia con la gialla (chiave E s io al vero aperse). Quindi i vani usi del men calcato che a lui, un nome. Fece alla porta (palagio) ch iersera si ti [t.] D. 2. 15. Che bene o in male efficaci; ne Francia. Allegr. Rim. Le.lt. 185. ama e per (da) noi condannato? Proprieta di dire, 8. 15. (C) Li mari remi facemmo ale al dissemi, ch io erri Anzi L altro vedete ch ha fatto alla guancia Della sua palma, sospirando, letto, Padre e suocero son a ; ma questo puo re). a cielo, [t.] Com. Lodare D. 3. Conviene che viva ad altrui, chi cio pensa La dove Cristo tuttodi si merca. — Venir fatto a e sim., dicesi e del riuscire una cosa secondo il proposito e (nessuno) e noto. Alain. L. Ti conosco D. 3. 4. ; venir detta imi cosa, rincontrato uno. Qui / a sente del da, e corrisponde al passivo lai. accoppiato al Sospirando vo... La notte e di trent anni. A prevedea doverne essere ingrati e se non che anco i moderni Gio. Batt. 3. 216. (C) al mare !, A basso I cuochi a lor vassalli Fanno 22. Acquistar virtute Al passo La Giorgio. Lasc. Cen. il frate gran buon 2.138. (C) Li fece pigliare a tre suoi riverente, a gli altri dopo. dirette del significare l azione, [t.] D. 2. 17. Fu al dire e al far cosi intero (integro). E 1. 10. A i. 222. Questo e quel Qui anco gli altri frequenti. [t.| D. 2. 9. Da Pier le tengo (le chiavi quando. = Vili. 323. (C) folle volo. umile Salmista ; E piu che a tenerla uomo, l altra che s il ciel largo concede, [t.] sia la vilta e il biasimo degli uomini a precedente. 1. 19. Che a in disporti ad amare cosi fatta femmina. 17. Quando 92. Coli essere e o piu che tendono ad G. C. amen. quantita porla e pero fare a e [t.J D. 1. 27. Il l azione stessa paiche diventi n ando, [t.] Legg. Brand. 2. 53. Ambasciatori di S. fine alle discordie, tal sogliono quelli che fanno : onde il gareggiare ; fuoco alquanto ella invida e frodolenta per lo scambio quel ben che ad ogni Dav. Toc. St. 270. (6 ) Udendosi allora Otone e Sport. p. 242. (Gh.) Moise... delle cose romane a chi piu tira; quei soldati... cominciarono a fremire (fremere). A. tur. 39. 14. a proposito d altri usi sapere. Com. Star certi vermini), gli piu danno, [t.] Fanno a chi le dice piu grosse. fuor del pelago alla riva, e quel... a che non Pros. fior, par, 4. v. che e ordinato a innanzi fucilate, alle capate, a pugni. De giuochi. Nov. ant. B. 8. (G) Giucare (giuocare)... a scacchi o ad altri diversi ». 5. (Gh.) Trovato... il 104. A primiera. Lipp. Malm. 2. 48. Chi coll amico fa a stacciabburatta, chi all altalena. Berlin. Bisp. G. Pool. 87. Se noi facessimo Forme avverbiali dell azione. [t.I dello scacchiere. 18. Coll idea d azione a porla a guerra fatta. — Com. quali verbi simiti. Belleb. Stat. S. Jac. 13. (C) Sia tenuto d essere a dire le ore nella ditta (detta) cappella. Grazz. Cen. 1. 5. La maggior parte dellepersone era a desinare. D. 1. 31. Se fossi stato all alta guerra, [t.] E 1. 27. Nessuno era stato a vincer Acri. = Beni. Uri. 67. 76. Quei della terra stanno alle difese. A. Fur. 5. 91. (C) Stato da parte era ellissi e natura e necessita ombra vendesse a canne, Ed a stettono a sedere con loro. D. 1. 34. Stanno a tempo (di li a) che (Gh.) Le caccie, i parchi..., ] D. 1. 29. Le lavoro!, Alle prove!, Al fatto! piangere eran vaghe. = Bocc. Dee. 2. 3H. (C) Stanno a leggere. E senza (Dio), che la vagheggia Prima del Lasc. e. 1. giuochi. Beni. H. Buri. 1. Tribolo e altri suoi amici..., legge pagana. Fr. Bart. Sali. sua molesta (i corpi risorti candela [t.] Quindi i modi de prestatori. Car. Daf. 136. Trovandola a mungere. Bocc. g. 7. ». 8. Avendola veduta a sedere e cucire. che potra dilettarne (dilettarci in veduto cucire, ma ellissi, stante a cucire. 19. Principio e fine dell azione o dell atto, [t.1 D. 1.5. Ora incomincian le dolenti figliuoli siano a mia signoria. Segnatamente nelle idee di guadagno. Com. Comodo al vivere. La cagion che diede inizio Loro a parlar di me. It.] D. 1. 6. Pose fine al quattro. Buonarr. Fier. fanno l antico gl Italiani parole ip-a^m e che gli francesem. finisce per, puo sovente dirsi a o nel o col. ambisco A fumo senza brace una delle azioni piu notabili e quella del dare, anzi l idea del dare e in ogni poverello di Cristo, salute.~Gio. Celi. indirizza all oggetto l intenzione, l opera e la cosa da dare; pero questa particella corrisponde spesso al dativo lai., che da tale idea prende il nome. e biasimevole, che dobbiamo Apostoli): e molti altri amici... del due particelle di senso contrario fa quello di fuori. e soddisfammi a miei Gli fu dato a dipingere la cappella di S. Girolamo. Varii modi e usi del dare, [t.] e ntendo All andar, di loro la fatica, a pate, Neente conferisce a quel che sforza (chi patisce forza altrui, non ci assente). E I. 33. Se persone ratte A far lor assottiglia (cercando il vero), Se sonno a Pavia pervenire ad ora Non dee... la persona attribuire superbamente a suoi meriti Bocc. Decam. 6. 198. (C) acqua, e 2. 18. A alle s intende (in cielo e [t.] die (di), SI che notte Pist. Vani/. / . ripingeva ulivi, e sim. Di a campo. Varch. St. 327. Le fanterie... lode, premio. // la forma: Tre a sei che portava anco / a. 5. 201. Corsero a tre Se non col cuore, alla paterna altri sim. 53. Que della 48. Aver grazia a uno. Latinismo, per sapergli grado. [t.] sconfitta a Ferrara. Ar. Fur. dicano : a ingegno Guarda la mia virtu, s ell e possente, Prima che (C) Dir si puo che fidi. [t.J D. Voi [Angeli) vigilate nell eterno mal, che avem sofferto, Perdoniamo a ciascuno, e tu perdona a cinquanta, e altri a (Gh.) Grazie che a pochi 90. Tu... non pensi quanta D. 3. Sia credere). E 2. 24. fra l essere lungo a molte settimane. L aguglia (aquila imperiale) che lascio le penne (ricchezze) al carro (della Chiesa), Perch ei divenne mostro, e fatto a imugine di Dio. e sim. Lasciar detto a, 2. 26. Nutrimento alla famiglia. coll Decani. 7. 230. Il medico di una cosa, sovente gran ogni persona. 8. E poi. [t.] D. 3. 19. Gloria (celeste) Che non si 1. 20. Venir... al passo Bocc. Dee. 8. 275. (C) Non venite a del luogo, ingannevole amore? L uomo si lascia andare, s abbandona, [t.] D. 2. 17. L amor che ad esso (ben) la mattina per tempo al Fier. 375. (C) Che Platone contrapposti, siccome Va. denota direz. non pur verso ma contro, cosi s applica e al del tale nella sopraccarta. Nel D. 2. 1. Dacch e tuo voler che piu si spieghi Di nostra condizion. . Esser non puote il mio che a giustizia lor disiro. £ 3. 17. Quel che ancor fa li padri a figli scarsi (Fetonte, che chiese il carro del sole, bocca chiusa. Ceceh. Samar. 91. D. 2. 11. Ha tolto l uno all libbre di siero. Bellin. Disc. scrittura della lingua. = Passav Sp. anziani, e libbre, anzi a trovarono altri. 70. S e gia tener altro viaggio. 68. rifiutarono, quand erano vivi e sani. [t.] D. 2. 30. 2. 11. Come noi lo fi. 1. 10. F... Volg. 5. Piu di mille Ombre fura Passo che faccia il secol per sue vie. E 1. 24. a coltivare, Utile a csercilarvisi. belli arredi. [t.] D. 3. 6. Esto Carlo [questo). fosse (a illuminarvi), Da dubitar a piu alto Icori trasser lo vello. tonde (se misuri i cerchi Agosto si un occhio, un dente. di moto, dall un lato cadrebbe il dare auno d un colpo. = Bocc. g. mare, [t.] E Frane. Lo udi questo, parve che gli fosse dato d un coltello al cuore, si fatto dolore senti. Ma puo riguardarsi anche come ironia contrapposto del dare. Ed e superfluo di voce e suono e sotto piu d un titolo per la relazione che possono avere precedente nostro o altrui ; eterno Il mostrare e / aprire sono de modi del dare e dev indirizzare, [t.] D. 2. 2. Esser non lascia a voi Dio manifesto. £1.16. Cio... re scomunicalo fece trasportare senza si stesse. Yolg. tuo viso si scopra. EU contr. intesa ad amarsi)... piu vi piu core, Perche la forza dire. |t.] D. 1. per dicer poco. £3.7. Questo decreto... sta sepulto Agli occhi mcn segreta gambe, a cavallo, a briglia d amor non 1 giorno, al caldo me. [t.] D. 3. 5. Apri la mente a quel ch io ti paleso, E fermalvi (fermuvelo) entro. Il contr. [t.J D. 2. 32. Quella che ad altro intender m un tempo; pure c e in lei). 23. Principio del dare e / offrire; anzi puo essere dono compiuto e il migliore; certo e una direzione e delle piu intense. = Coli. Ab. Isaac. 32. (C) Offerano (Offrano) a Dio li loro preghi. in suso, E la prora che alla passione del emen che re era in Rim. 135. al Com. Dant. 3. 639. Al tuo nome e nemici de Cerchi cominciarono Car. En. 7. 287. 0 3. 13. Ario, e quegli M. per parte mia. Guicc. prende i suoi tirsi, a la E stanco chi 1 chioma sua 2. ». 9. (Gh.) Quando... 105. (C) ottenere. 94. Disusati i modi. a ino cantare. E 3. essere, lo cortesi inviti. Bocc. Fiamm. 6. al Doge. 24. Affini 74. E quando ben poteste, promettere, augurare, pregare. Segner. Mann. Lugl. 7. 3. (fi) Duo mense ; l una che s imbandisca da a quel nostro : magistrati Filoc. 2. imbandisca piu nostra pace. Bemb. Pros. D. 2. 13. Alla mensa d amor stare e altri s intitolavano H2. (C) Funesto augurio a pessimi amanti. (T.l D. Cosi: Addio a domani, Addio richiedi? E 3. 33. Supplica a te. 28. VII. La parola e sovente de doni procurano, che Savi a Terraferma 24. Quando Amor mi spira, noi a chi mal e nel dirla o scriverla s indirizza all oggetto piu intentamente talvolta che con l opera, la personae il pensiero e l affetto. Onde il modo ceneri, Alla memoria. Forma delle se non 1. Gridai alni. E 3. 29. Non disse Cristo al suo primo convento stava in capo docciano a sgorgo, per dialetti questo del Dav. St. a chi l attende (ci pon merde), Nota... Come natura lo suo corso prende Dal divino intelletto. E 2. 33. Come da me son porte Queste parole, si le insegna a vivi. E 1. 33. Pensando quel che al mio cuor s annunziava. E 2. 26. Rimproverando a se. Cantare a uno. li. 1.19. Gli cantava cotai (tali) note. In altro Fior. Ital. 70. Acciocche quelli alla luna: latrare ad nubila. 26. (C) Prende la (alla) terra talvolta riguarda la persona e a cui piu generale senso dell tutte Dant. V. Nuov. 32. (C) Di questo, molti, siccome esperti, mi potrebbono testimoniare a chi dire che / a sta 367. (Gh.) 0 Vergine Beata, nostra avvocata a Dio sempre tu sia. fi. 1. 2. Quando saro dinanzi al Signor mio (io Beatrice tempo a mezzo gli anni. mi lodera sovente a lui. [t.] A buon mercato, A (Gh.) Se tu non fossi dovizia, Ajosa, A bizzeffe. E di fino, cioe: Tutti inlino a te medesimo mi dorrei. E g. A. n. 10. Gli comincio a biasimare la lai. essere a in senso quest ora, troveremo al par. e ingegno, e stile. ad infamarli a Guelli. [t.] D. 2. 13. Che a miei propinqui tu ben mi rinfami (mi renda la La materia. D arredi e sono dannata). M St. Fu accusato al era non ci cadeva. a = Bocc. g. 4. n. 10. (Gh.) Con piacevoli parole a sentira che qua e cio che fatto avea. 27. Chiamare e rispondere, [t.] D 1. hi. Grazia a se noi chiama. Chiamare a nome «nco nel greco A cosi alto sospetto Non a bottega (l artista era all armi. Distinguami qui due uno e l altro menava, la persona a cui ci volgiamo, l altro l oggetto per cui ci volgiamo. [t.] D. 2. s Per me 201. Indi a cacciarsi, a volere). — Quindi il modo i due usi seguenti: Fino d.e mia risposta fosse A persona che mai tornasse al mondo. £2. 7. Non muove bocca agli altrui canti. E scrivere anche sottint. il verbo. Filic. Leti. 156. Apost. i80. (Gh.) Vedendo que Polonia alla regina sua consorte28. De/fattendere e del credere al Non parliamo a voto; Che Ar. Far. 7. 31. Veste da audire, [r.] D. 1. 2. Ubbidisti tosto Alle vere parole. E il contr. Passar. Sp. Pen. 6. (C) Disubbidire piu sopra: e cosi all D. 2. 27. Al cantar di la non siate sorde. 29. Tacere e mentire; giacche la menzogna si fanno, si debbono fare nel silenzio e sovente un principio di falsita. [t.J D. 1. 10. Fui dianzi alla risposta muto. E 3. lt>. Benigna volontade... Silenzio pose a quella dolce Le idee di tempo e (C) Non bai mentito pure {solo) a uomo, ma a Dio. [t.] D. 1. 19. Di parecchi anni mi menti lo scritto. . 30. E percosse del legno il chiama quella di mezzo, l idea di mezzo quella di strumento e di modo : doppio a serve anco a azione e di caso dativo latino, non e che porla menzogna), l aveva si poco Pero / a Cecch. Dissim. del monte). di fare e del muovere, e mezzi e in cielo) Tenersi dentro alla azioni piu in farem noto; e a quel modo Che detta dentro, vo al talento (piacere). [t.J Le padrone D. 2. 31. A pena ebbi la voce che rispose, E le labVa a fatica la formare ---Pelr. Canz. 1. (Gh.) Mi face (fa) obbliar me stesso a forza. Coni. A che io con l altre e / a pare tutl li rannicchia (i superbi nel Fr. Giord. nostro si parli ier mattina beneficio non potemo corrispondere a solennitade Red. Lett. fam. 1. 344. e buona volontade. (L ultimo, antiq.) Pigliare a schiaffi e vivo. Bern. che non si fermino. P. lat. e E 3. 13. Legno vidi n. 10. (Gh.) con gli occhi d aver guerirc (guarire). Cor. Leti. 1. 23. Voi piu magro ce lo fate parere (il carnevale) a non mandarci da cantar qualche cosa del vostro. Cavale. Esp. Simb. par. 1. e. 5. mbasciata. la Poverta)... E esso possa renderli a di vecchiaja. La sconoscente vita che i dell acqua d un fosso usarli. |t] Com. Mancare al da Beatrice che sapra farlo). Fiamme cadere... Perdi e (onde) provvide a scalpitar pesce. [t.] pero queste tre schiere ; perocche I vapore Me si stingueva (meglio si estingueva). R. Lett. 2. 364. Sieno tutte a dirlo. 1 [t.] Sen. Pist. Alla natura solo pane e altri casi sostituire l inf. ninno e povero. 31. adoperano. D. 1. 21. (C) cui tanto li, a gli, piede, a gambe, a quattro porta. |t.] D. Nella fiamma sciolta. D. 2. 24. A A me questo? Chi credete ? A tiro a quattro Al quale di niuna necessita Bocc. Dee. 2. 17G. (C) Andando... a vela velocissimamente la nave. Car. Efes. volg. 79. Ella era — Parlare, lodare, a ritroso, a giostroni. 3. la volpe un giorno a spasso. Cavale. Alt. Apost. GO. (C) Ad impeto gli corsono addosso con le 2. 5. Cantando miserera a basso... a maggior donna (sposarti alla Chiesa). sim. Il giungere col molo A passo a passo, ad agio, a grande agio. |t.] D. 2. 10. Andavan... Malia. 2. 54. Cappel di la fratello, tutore a uno. t.] 4. 9. {Gh.) Noi abbiam Vanno a ruota (in ballo a tondo). 32. Pel quant esscr dee quel tutto E sarebbe isconvenevole ch Consigliastemi (mi consigliaste) della mia E 2. 6. Guardando A guisa di lcon quando : Non vederti. — Petr. all alto passo tu mi limono e 1 bello, a qualche modo, siano una medesima cosa. Firenz. As. diciamo da un segno quel (Gh.) Ne muro. Jt.] D. 3. 6. a modo alcuno. W/J Vili. G. cielo). E ivi. Ripreser gli dificasse (edificasse) una [t.] Seggiola a bracciuoli — Cav. Med. Cuor. 209. (Gh.) (dagli addosso). Forme d 2. 30. Si tolse a 211. 3. 11. idea di molo. Ma l E 1. 101. Pensarono altri modi a volersi lo Stato preservare. [t.] D. 2. 3. Le trasmuto a lume spento (le ossa del che il tuo avventura nascoso onori funebri). — Murare a secco. =b>acch. Nov. 1. 92. (C) Muro a secco, [t.] Lavorare a freddo — Libri a stampa — Parato a festa — A baratto — All impazzala, alla libera, e festa ( sopportare tanta 159. Arrecava e evidenza. [t.J D. 2. E giunto al suo nimico e cio che ad essa e buono. [t.J D. 3. 27. Al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo, Comincio, Gloria, tutto i Parafe». Ar. Fur. 23. 92. (C) Fortuna a E 2. 26. Guardava Relazione d utilita. donna sei tu? Ed elli celato aver voi questo senso piu perfetto di noi vi sia a perdita o a ten prende. E serbare (li fece) fe sozzi, alla vita. [t.J Luogo opportuno a soggiorno, a difesa. Terra buona a coltura, fertile all agricoltore. [t.J L agg. coll inf. Buono Fui Ladro alla sagrestia de [t.J D. 3. 29. Non per avere a se di Ma anco in verso puo varie. 22. Amore. = Esop. fav. 58. p. 110. (Gh.) Ciascuno ne suoi proprii fatti erta!, Adagio!, Alle al detto. negli altrui ; Nell Bocc. Dee. Intr. 65. e lento a te, e a se sollecito. Cavale. Frult. Ling. 153. (C) Nessuno di 2. 9. Nell ora che pazzi, il comprate a peso domandiamo quello che sarebbe il 17. Tosto verra fatto a chi a che s indirizzi l atto Br. Tesorelt. 15. Nov. 229. (Gh.) Dovendovi preso vene (viene), E nasce (Gli.) il a belle schiere. parente, la citta a pasto N. [t.J Prov. T. 304. S io dormo, dormo a me; s ia lavoro, non so a chi (dice il poltrone). senes parti. [t.J DA. 7. a cui tutte le cose vivono. [Camp.] Bib. Esdr. 2. 9. Noi siamo servi, e le sue biade moltiplicano a re, li quali bai posti sopra 6. D entro alle leggi a Eur. 122. [t.J /{. Buri. 25. Comprar delle ghiande a porcellini. Savon. mangiari a vendere. 81. Sonosi rivoltati alla tua vigna ; non gia acciocche quella a te coltivassero, ma a all ultimo, o it. [t.] Prov. T. 168. I servitori sono come suo Figliuolo a lei in 1. 49. Tre le battiture. D. 2. 29. Quel sommo Ippocrate che Natura per. 8I>. A vedere, a lagrimasse? ella ha piu cari. 71. Relazione di danno e dolore. Zibald. Andr. 113. (C) E questo general senso di tutto il corpo, e all anima serve nei varii momenti dell atto spirituale sentimento. Gmicc. St. 1. 364. La promessa sarebbe nociva a loro, e a lui inutile. [T.j Coi». Alle sue spese, A = Dav. Scism. 46. (C) fallimento (perdere tanto o tanto perch altri falli). [t.] oggi a domani a otto L inganno... Ch avea ordito a Ginevra (Gh.) Mando (la gru) a Tal ch e piu grave a chi piu s abbandona (di forze e di cuore). 72. di li. 45. In parecchi Compagno a. A tu per tu. Da sob a solo. [Cam.] Fir. Op. 1. 430. Tu per es. d analogia degli la portasti da te a te, imbres. [t.] D. 3. 5. persona, a quella.,. Famiglia Com. Padre, prima corate (per t giri D. 3. 32. Colei (Rut) Che [t.] D. 1. 10. Parlami, E 1. 11. Vostr arte a Dio quasi gli occhi il mal (dell Dio, Iurte umana figlia a natura). Proprieta. Guicc. Stor. 2. 90. (C) Morendo fatto invitare per questa sera? senza figliuoli, la parte sua dotale s intendesse acquistata a Ferdinando. Nov. Ani. diventa. [t.J D. 2. 32. di liologna che le possessioni de miei noie A farmisi sentire. E Com. Prestare, rendere, rassegnare a. 73. in gen. — Bocc. Dee. ai D. i. 19. A quel (sacerdote Giasone) fu molle Suo re. E 1. iC. voltasi in ringraziare, come sei cortese. Dovere, [r.] D. 2. 1. Degno di tanta riverenza nel lume minore) (Io dico, a Canonici la Corte di... =r Celi. Vit. 2. morta uno. Pena, [t.1 questo in tuono di quello, a tal martirio lui condanna. = Nov. Ani. R. 10. (C) Coniandoti a pena di cento libbre, che... a persona ncuna non lo debbi vicini a te punir son Stor. Pislol. 70. A pena dello avere e della persona si partissono (partissero). Dav. Scism. 43. Cromvelo comando loro da (Gh.) L animo suo era pena della vita il condannassero. Soggezione e dominio, [t.J D. 2. 19. Conservo sono Teco e con gli altri ad una poteslate (divina, io papa). = Cavale. Esp. Simb. 1. posto, [t.1 D. 1. come prova il senso foci (punti del cielo il o altri a cosa che Pigliando il tempo della sua sommessione a citta? Salvin. Senof. faria ricco in una settimana. Nov. Ant. B. 37. Disse (il re), Cavaliere, a qual [Cam.J (C) Sinone si riputo [t.] A ferro e a re di Castello. Salvin. Senof. cibo. tace. il senso. Talvolta la particella nella grotta degli Chiamare a Dio, chiamare alla Bemb. Stor. 12. 167. (Ch.) Due Magistrati che nel Senato le cose della guerra il piu prezioso o funesto, si Con le sue idee ne// Le relazioni generalissime sono denotate nella forma piu generale dalle particelle e da certi avverbi che con quelle commutami : e agli uni e alle altre / a .st accompagna ; e, siccome segno di direzione, ne indirizza e determina 57. a Ippotoo nelle lingue moderne ha a noi la pace del tuo quel ch e il limone alla nave. Puo l a il mio doglioso stato? vecchio si della pietate. [t.] E quando a la pesasse ad In altri se. 2. carro, [t.] D. E 3. 12. A nemici corpi appesi Ciascuno al prun dell ombra n. 10. Era stato preso de suicidi penderanno A pieno. I. 1. i. anima geme). Vediamo dell altre particelle. La in.—Imporre cosa a cosa o a pers. [t.J Inchiudere a lettera, Insidiare alla pace, Insultare altro senso, parte differente dal D. 2. 30. da voi tose. a Ghirigoro a muro Concreato fu ordine e costrutto Alle costui alle in cui l con le creature fin dal principio). — Conscio a se stesso. [t.] // lat. circum. D. 3. 28. Se tu alla virtu circonde La Pist. vola. 123. Vestire vestimenta quattro, sustanze che t appajon Quinfli spogliare Luglio e l celesti non dall apparente grandezza ma dalla virtu. // Ante. — Anteporre a. Cosi posporre. [t.J // prai. — D. 2. 10. Precedeva al benedetto vaso... (l arca, Davide) l E 2. 7. ad aprir or ad or la testa. quel caso. [t.1 Sopra. —D. 3. 30. Soprastando al lume. come Stava presso a lui terre a tre giornate. Sacchett. carnali Che la ragion sommettono significando. a vinciperdi, voi sareste particelle da se. Dentro.— D. 23. Alla pendente roccia Che (dubbio) piu fui irretito (preso come in rete). E 3. di noi per Cosi venire trassi il troppo e il 13. Saranno i nostri crudo. eccessi). Cosi In E 3. le quali l ente libero al.[t.] Dinanzi, e Vili, l.i.c. 57. (Gh.) Si partia d inanzi al volto. E 1. 5. Quando giungon davanti alla ruina. E male per Centra di. Machiav. a me fu a rimpetto. Passav. Specch. Penit. il precedente. strana, nducesi ot cosa vada la salute dell anima. [t.] Dopo. — D. 2. 26. Vai, non por esser piu tardo, Ma forse servidori. Forme piu o meno [t.] Dietro. — D. 1. 7. Voltando a retro. E 2. 5. Diretro a me drizzando il dito. [t.J Contro, 1 veste (dalmio silenzio traspariva Dietro gli andai incontro alla nequizia Di quella legge (seguii l Imp. nelle crociate). [t.] il supino pare piu evidentemente Si fur girati intorno a Bembo, le A mio potere, — [t.J D. 2. 32. Vidi di costa a lei dritto i Esp. Salm. Qui regis Sotto. —0.1. li). Di saltare verso sanitade. S. Bern. 32. Tornarsi col 9. Nell presti (et me simoneggiando. [t.] Sopra. — minaccioso, cioe pauroso. Bocc. Decam. Alle cose mortali ando di fu risposto clic distruggere. A futuro condizionale potrebbe all inf.; oggidi meno che paritela cjual precede all avv. [t.] Oltre. — D. 3. 1. Fissi gli ocelli al sole oltre a nostr uso. cittadini togati a uomini militari. luotjo e di tempo. [t.J D. 2. 23. Da quel di... Cinqifanni non son volti insino a qui. E 2. 32. Trascorro a quando mi svegliai (al punto, quando). [Cam.] Fir. Op. 1. 407. Le (bevendo o facendo altra cosa): alloggiati siamo. — Simile nella forma, non nel senso. Fir. Op. 1. 428. Cotta (briaca) molo che peggio fanno A favelli (a giudicarlo cose... dall alta alla bassa, 75. Usi , ch huon grano a partic. ripetesi, evengono a essere fin tre a. [t.] D. 1. 17. Ne pose al fondo Gerione A piede a pie della stagliata rocca. Cosi ripetonsi gli a tie seg. che comprende, fra tante altre volsi gli occhi agli occhi al Signor mio. E 3. 19. E a andava spesso a visitare — poco (*/ re di Sicilia). t Firenz. t. 3. p. 57. (Gli.) me, cioe un po bleso, cose che mi fanno bisogno intorno a di cio. Geli. Cam. rag. 2. Io (anima) sono legata dentro a di te. E in uno del Trecento: Contro a di te, che potrebbe pero essere letto 2. occhi al ciei). La forma 6. 20. (C) La partita di Monsignor di Ligni D. 1.2. M apparecchiava a Cavale. Alt. Apost. amore). Rendere si ritirassono in Prato per a Firenze. Cecch. Sammar. 1. sedere (quegli a chi). 96. sempre ora dal ne A vuoto, fare, parlare, pensare. a giuoco. 15. Quindi colpa), la regina Germana in matrimonio U. Si, ha, per alle tre ore, vel circa. G. E voi... non a popolo. raccontar novelle. ora medesima? Lasc. Golos. 4. 10. (Gli.) Non son quando la citta si parti Qui ha senso speciale, e vivo (di Dio) cotal due, Tutti Omel. S. Greg. v. 2. Diede di piglio a de sassi. I). 3. 11. A frati perche a voi. Relazione dell suoi consiglieri. Varch. Seti. Ben. 7. 31. Diamo a degli altri; diamo a quelli stessi. E Bemb. Pros. assise ad uno ad uno, lauta altezza. Restare, mancare. [t.| anco i Latini de tempi stimali migliori, invece del dat. scema. donne possa andare a determinare. Liv. Sospitcs Romani ad Senza l idea ci parrebbe strana se non baldezza. E fu vicino. Bern. Ori. 67. / a che gli nube che squarciata tuona, Comparata il costrutto al di. Giova di Che gia l usaro a agg. saliro in sii... questo monte, nel cuore a tutte membra umane G. Vili. 1. 220. (C) generazione). E ivi. Si tosto come al feto L articolar del cerebro e perfetto. Col sost. [t.] D. 1. 18. Quest altri malnati Ai quali ancor non vedesti la faccia. E 1. 6.= Dani, tonviv. 141. (C) Quel signore (Amore) Ch alia mia donna negli occhi dimora, [t.] Pisa a tre ore di ei (Amore) sedette in grembo a Dido. E 2. 16. Esce di mano a lui i £ ultimo piu com. che sia,... L anima semplicetta. == Bart Dan. Cin. 15. del tempo usansi le partie. Quel peccator, forbendola a il tamburo che Varch. Stor. braccio. E 187. Quella gran corona (gli dire di quella d se non sempre con pericolo,... almen sempre con sospetto, [t.] D. 1. 17. Nel una sottil malizia. E 102. porsi. £ 2.11. Hanno al voler buona radice. [t.| D. 1. 2. Piccarne conforto a quella fede, Ch e principio alla via di salvazione. E 1. 32. Descriver fondo a tutto l universo. Ar. Fur. 14.104. (C) Siede Parigi in una gran pianura, bene abbia. Jt.] D. 2. nel cuore, [t.] D. 3. 21. Monte della quantita invidia. Nel costa. — Car. En. 1. 14. (C) Al cielo in danno, Com io, dopo cotai Gli Ottomani arcieri, 0 sopra il tergo a corridoi- frenati, 0 sullo prore ai legni piu spalmati Del mar cristiano sbigottir gl imperi. Col verbo. f-T.] D. 2. 9. Pinse l uscio alla porta sacrala. E 1. 3.1. Dentro a un nuovo l un de lati all altra bolgia tura. E 3. 9. La avemo (abbiamo) ad andar. = al papa la memoria. E Savon. Pred. 8. in Psal. ora che volge il desio A naviganti, e , che vuoi sedere a cli han detto a dolci amici addio. [tJ D. 1. 17. Dal collo a ciascun pendea una tasca. E 1. 22. imbandigioni..., a e di direzione, D ogni parte una sanna, come a porco. E 1. 23. Voi chi siete, a D. 2. 5. Fuggendo a fei si fermo. = Giambull. XIV. Ma siccome tu non sei disposta a ab, per dolcezza di pronunzia, mutasi in ad; e mortai cosa amar con tanta onde le re Manfredi furono per prigioni pajono confondersi ; cosi / a talvolta pare che valga da ; e in antico valeva far quanto aveva divisato, [t.] d sta male a lo scernendo a mal e male a buono. Anco nel provenzale Prov. 713. A Dio no se deflenden nin carceres nin cuebas. E Guitt. L. 13. = si ama ; E come 191. (C) Sarebbe si fa, traducendo, corrispondere Alla croce di Dio ! del primo). Ma in quest ultima al sta per del ; e al gerundio e il familiare. 1 la commutazione ideologica, la quale ha luogo nel lat. altresi, quando dicono diis facile est, che Pungil. altri alti. [t.] di cio, non sapere, locuzione come lacrymis immobilis, traducesi immobile alle errano, ed esaminare se stessi, Francia, anzi D. p. 132. Quelli (libri) mie e fosco, E voi, sue affoghi. [t.] D. 2. 33. Che non sia scambio erroneo, ma trapasso per associazione d idee, lo dice Benciv. Esp. Palern. 75. (C) Cominciare a se medesimo, a) migliori a Dio. [t.J se medesimo comincia. E Fr. Giord. Pred. Il si vuol persuadere una cosa. i Saracini, i quali fanno a Avendo dato riputazione a questi son il nome o la memoria D. 1.2. L aer a desina. — Com. Va sono in terra Alle me fare a mio corrispondenza vita. Te cripe flammis; sebbene non siano i due modi da confondere di senso; e I. 12. ;). 94. (Gh.) alla le fa, e non non modo abituale del fare e men piena liberazione. Giova notare pero che anco i Latini usavano / a in senso similissimo al nostro, che pare corrispondere all &a ; dicevano a tergo, a cura, a latore ; e il loro ab epistolis corrisponde a qualche modo Dio all serrata. a, e altri sim. [t.] a Terraferma; e quel di Cic. Imparati cum a militibus —D. 3. 15. il pensiero ben fornito a danari, egli altri notati. E nel greco la partic. che corrisponde al nostro a puo voltarsi e entro At. 283. (C) A Cosi quel che in ant. Essere sempremai vivo. Fag. Comm. a due braccia. Lue. da petto. in Pros. Fior. part. Glie al re verrebbe a primamente Al padre, e al Bocc. Dee. fattore in Valdarno. Ora da. Glie l ho trovato una specie tristo a quel tale, varrebbe la il piu spesso parola avvenire fatta nome. 50. la particella denota agli. [Val.] M. Pr. 84. quella del § 76. li nostri peccati (multiplicantur regibus). Personaggi... deputati... a venire da uno, che significa d ordinario il fermarsi per alcun tempo presso quella persona. [t.] D. 2. 29. Un carro Ch ai la citta si reggesse a venne. Ma quello che fuori Firenz. Disc. Anim. 28. La o quello che l collii. E cosi dicesi cornuti, li. Buri. 121. Alfin gli sta il dover a quei braconi Trovar. E quest ultimo notasi l hai imbolata {rubata)... e scambi grammaticali piu d idee bevanda. = Creso. I. 5. dover dice in modo piu cima Fermossi. Chiabr.Poes. 1. 132. era debito, non che meritato, Somiglianza di forma e la quasi intimo a colui che soffre, non che appropriato. 78. 2. 18. Se a parlar quella lira. a salirsi. venti meno usitato ora che un tempo, [t.1 D. 3. 21. Tra duo liti d Italia surgon sassi (monti) E non si volo. 10. Becasi D. 3. 7. Solo il peccato e quel che la disfranca, (fa l anima serva) E falla (la fa) dissimile 3. 11. L anima preclara... gli ant... Infine a ora dicevano per da, cioe dove il termine del tempo comincia, non doue finisce. Vit. S. (volgemmo) il At illae currere. Anco gl coltello. Apoc. priego di). Buonarr. Fier. 81. 1. E Fior. Viri. 1 piu ampio che dell ora, Frane. 36 e 103. 79. Siccome comprendere e ed all altrui miseria. Bocc. modo. che gia a un segno (e a / et a tradimento. Coll raziocinio e piu rapido e piu diretto); cosi al gli ant. quello che noi quasi e ricomprare Certe bagaglie per modi seg. [t.] D. 1.16. La lonzaalla pelle dipinta (che aveva la pelle). Virg. Per 86. (Gh.) 11 che sara a mille colori. A colori dice che gli e cosi dipinto; di colori, direbbe anco il succedersi loro; da colori, che al segno di que colori distinguesi. Il nel chiaro mondo. = Firenz. ogni modo non discerne i tre sensi. t Pred. R. conviene schiarar Liv. 286. Rifiuta stato cosi a tardi? 41. mai fuor ch alia prima gente (degli Antipodi, dov e l Eden secondo Dante). Virg. Nulli visa. D. 3. 19. enelfemm. a la, a le. seme Che Da se del la Scrittura sopra voi non . tema degli artigli Clic e vero). Com. Non intesi Quindi segnai, sentire e vedere e sim. portavano / a. [t.J D. 2. 15. Sentii a sommo d una porta. Coni. splendore. = Passav. Specch. Penit. 11. (C) Tormenti che avea veduto sostenere a Firenz. Disc. Anim. HO. (C) (fi) Lettera del re di barbari prendere la mano di Paolo a quella bestia... Bocc. g. 3. «. 10. Una figlioletta... non essendo cristiana, e udendo a molti Cristiani... commendare la cristiana fede. Salvin. Disc. 1. 118. (C) Udendo (Tucidide) recitare ad Erodoto le sue storie. D. 1. 8. Vidi quello strazio Far di sustanzie (creato e formato insieme uomo e 15. Quel che Mandavavi E poi al suo scrivo, E serbolo a chiosar con altro testo A donna che 1 sapra (da interpretare, con altre parole udite, dovere, Fallire lo suo stuolo Roma a re... adora), e infin. puo denotare la possibilita, e i mezzi che la dispongono. Nov. Ant. C. 23. (C) In quella (Alessandria) sono le rughe (vie) ove stanno finissime..., che non saprebbe 33. un gigante (re Filippo). [t.] : [t.] Avere a dice dovere, come lo dice il lat. debere, de habeo; perche il dovere vero e proprieta e abito dell anima meglio che il diritto. D. 2. 4. Volentier saprei Quanto terra santa che poco tocca Cas. Lett. Cons. 21. Avete a dir tutto a S. a te serbasi... Per te hai cotanto affetto. E 1. d avere a rifare parte delle spese a chi gli aveva ingiustamente molestati, e molto avere compassione all anima sua altro che il nome nudo del dominio, poiche le fortezze («7 battesimo) a pena e i Pisani. [t.] Videa ordine. idea o fatto che venuto. raffermasi e per chiarezza e per ordine de significati, e in quello del Bocc. senonche / a ha piu che avverra di quelle (novelle) che per questa giornata sono a raccontare. D. volonta di Dio). = D. a volger Questo sicuro e gaudioso regno... 29. Quando il carro Legaz. del futuro e la slessa che quella del dovere, perche gli avvenimenti anco dipendenti da atto libero si collegano con cause costanti, e con ragioni di morale necessita, Questo mio Dio Di mezzo puo trasgredire a danno suo, non forse a Cardinale. = fa recarsi il S. Bern. Piant. Verg. 22. (C) Mala vita averci, e sim. Cresc. Agric. 1. Che, a Vili. M. a gronda. E appresso: a — lat. notato, Est mihi, usasi dall altro suppone quella di D. 3. 5. Da questi M era in disio d 45. 39. Sarai morto 16. g. 9. n. 4. (Gh.) (cavalli), andare a remi. = nave sdruscita percosse a certe male che la sua simplicita gli faceva accredere ch egli avesse. [t.J D. 1.6. Io sono al terzo cerchio della piova Eterna... Regola e qualita mai non bisogna andare ad un Dio mai modo). 85. XV. Si distinto col suono E piu Ivi l inf. Quasi a gara fornita e sim.). 97. Gli antichi pure in grazia dell ordine, [t.] D. 2. 6. Vieni a veder (o imperatore) la gente quanto s ama... A vergognar ti vien della tua fama. Per denotare i gradi dell intensita nell azione. [¦{.} D. 3. 31. si tratta, ma e risposta tanta dovizia Quanta io vi volg. 25. (C) minimo tentar (conparole) di sua delizia. = Sacch. Frane. Nov. 2. 214. (C) Io mi Perche e senza arrosto, I lealta a volere vivere riccamente. Qui francesemente direbbero Troppa per. 84. E in altri sensi giusta che sta fra tetto, Chiesa a Cristo). D. 2. 30. Grazie divine, Che si alti vapori hanno a lor esprimersi e omettersi). A me pioggia, piovono da si alto), con tutto nostro ingegno. E van vicine. E anco nel 1. 25. Del grande armento L apostolico lume (Pietro), al ora molti direbbero Agli ragionar Bocc. Dee. epureporta il dativo; dove / a, oltre al solito senso di fine, ha una speciale e/fieacia. — Cas. Uf. 185. (Gh.) Questa cosa e perdonare a poveri quand lagrime, e dicesi omhilico a a vedere se negli amici suoi alcuno difetto per pensier sogna... convien che al l ist. Vang. P. 167. (C) 2. 210. Bisognava... in piu anno, tanto ch io lo cavi d intorno, e mettavi dello letame, a sapere se studio. --= Bern. dilata l 3. n. 3. (Gh.) Ti voglio pregare... che... lasci fare a me, a vedere se io posso raffrenare questo diavolo scatenato. E g. 8. ». poca virtu con trecento cavalieri dirtela, A dire il vero, A dirla schietta, [t.] D. 1.2. La quale (Roma) e il quale (impero), a voler dir lo vero, Fur stabiliti per lo esser su, che ad ogni il successor del maggior Piero. = Red. Leti. comando che quelli i quali dirla giusta, io avea... mangiato un po troppo. 8G. Tra / a e l inf. pongonsi altre voci. Saluin. senso compiuto si e A Si che fare io vi sprono. Vii. SS. Padr. p. perche la possibilita (potis sum) 182. ai dolori. [tJ Con. [t.J D. 3. 17. A pretta lat. e pretta Hai. 2. 30. cio credere. D. 1. 33. Poi che i dire. Bocc. Decam. 1. 219. lenti, Muovasi la Capraja. = Cas. Oraz. 1. 2. 14. perche anco nella negazione la sua intenzione recare a fine, ella chiama in aiuto gli eserciti di barbare genti. Bocc. nello scambio grammaticale, ad apparire suo appetito fornire cori viso a certi gli occhi Frane. Dee. 7. 265. (C) Vende [t.] R. Ani. 222. A (C) Inabili ant.; ma pub antiquato non e il seg. un l altro o E necessario. Eneid. 8. 339. Le che V. S. non vuole, i Latini habe da ave, 16. Guatar l un 1 venda tu agl innocenti si coloro di chi sono). 87. L inf. coffa puo corrispondere in qualche guisa al hit. gerundio e al Men. coni. 1 D. 3. 24. (Gh.) Quegli che fa recala nel nostro inf. dimostra che Vinf., militai, come nel gr., acquista quasi uso di nome. Siffatti modi, de quali ad altro proposito rincontrammo esempi (onde a denari e care gioje. riguardano o latto ai dotti, all opre, alle farsi o l avvenire piu remoto, di combattere. Greg. Omel. 4. Lett. ined. 3. 68. A del cammino e vocabolo, e e con la quarta parte D. 1. 1. Quanto e misura sentia crescer le penne. in questa vita pietoso. Gr. a veder care. Car. En. 1. Chiuso Nella sua nube il per e Pop. Bom. A tutti quanti che non e visto. D. 2. 13. Questa e a udir... cosa nuova. E 2. 19. Tanto son di piacere a sentir piena. E 2. 22. Pomi a odorar soavi. Ne seguenti Intorno. — D. 3. 10. passivo, sebbene abbia attesto valore in tutti, [t.] D. 3. 12. L esercito di finale). [t.] dove non c ling. vivente, l evidenza ne Si movea tardo. —Mach. 2. mille coloribus arcuili : arco forse non meno utile, che sieno l antiche cose, a conoscere. Chiaro e, ma giova pur dirlo, che i modi preced. differiscono da questi. = Cavale. Esp. Simb. part. 1. e. 5. (Gh.) Chi credesse che la virtu fosse vizio, volte la Ag. quelli (argini la virtu. Machiav. Stor. 1. 212. (C) Si errava a biasimare un savio partito, che abbia fine non lieto. Car. a vitupero.—Gridare alla tirannia. B. perche nelle voci composte il ed e troppo disagio. Dav. Tac. Stor. 2. 361. Mi si arricciano i capelli a ricordarmi di quella cinque miglia. Bocc. g. la particella (dell Eneide), Che mi scaldar a rimanere dopo lui (se renderebbesi con la forma in ando, endo; ricordando, biasimando, vivendo, tenendo ; Dee. 3. 240. Cosi spero forza e evidenza: e queste la ragione = Bern. malizia, credendo e [Cam.] Nel senso affine comincia, Dee. 2. 82. A Cecch. Comm. 2. 160. Va bruno Toglieva gli animai che a dormi. Vattelo a cerca. 89. XVI. L a pare talvolta semplice riempitivo; ma riempitivi inutili non ha la lingua, se certi scrittori ne hanno: e quello che appar tale, porta sempre una qualche gradazione d idea o di aggiri (qualunque i fondo). Bocc. un numero complesso quella luce e non e modo fftinc. e cinque (D. 2.9.); dicevasi e dicesi in Toscana Tutti a due, e se ne fa quasi un vocabolo Tuttadue. L e. polrebbesi intendere come articolo e per i, come quando i Tose, dicono: Lo prese per e capelli ; e varrebbe: Tutti pare [t.| D. 1. 9. cui si ragiona. Ma puo l e valere anco come dicesi tuttavia, specialmente quando il inf. Bore. e ellissi della quantita o intensita, Fin tutti. Va, con cui scambiasi, e, credo, non commutazione d eufonia, ma nel senso sopra notato se , io di te l ripetesi fedelmente in buon (adducono) certa 3. 2. Eccovi qui tutti a due. Red. Lelt. = Vili. M. 186. (C) Pule. L. Mora. 6. 28. [t.| D. 3. 9. Rivolta a due quanto a lei consuona (la E 3. 48. Sono... piaciute tutte a cinque le suo canzoni. 90. Accompagnasi coli esci, in l ose., laddove da altri idiomi omeltesi / a. Cavale. Fritti. Ling. di, o altro, a sommo se addiviene (avviene) che gli uomini v abbiano bujo. 52. Stagione. Petr. Rim. vostro al vero).Vit. SS. PP. volg. 2. 311. (C) Beata a te! Ftrent. Asia. 165. Passav. Specch. altro valore dal mese. [tJ 15. Quanta gente salute ; che (misero a me !) ancora era tempo di trovare misericordia. tanti altri sim. 9S>. l grosso martello a a me!) privata. S. Caler. Lelt. 3.. 100. (C) Che faremo com. e al luogo e ostinati ne 189. (C) Vendevisi (a Genova) 64. 33. (Gh.) Tanto furor l sensi due termini, ora il libro 0 altro, al che lor vuol dare i. 7. Non a diletto, a lor si fusse messo! Che, nonche l armi, un monte per denotare il futuro. torto 2. 44. (C) Oh poveretto a voi! ed e questo viver da cavaliere? [t.J Corrisponde aM Hei mihi ! Come dire : Io do del beato, del poveretto a voi, a me stesso. 91. Nel modo. Greg. Om. t. Stato un gran vantaggio, drappi un giovane a sedere nel Art. Guerr. i. 377. (C) n. 5. (Gh.) Denti falli in quest altro. Dolente a ad essa non potem (giungere sola Faina ad esserne far puo nel suo cammin e come dire: Non e la dava presente o il prossimo Madre V. M. in questo a questo avere Cosi il com. Eravamo due a piangere, Erano tre e mezzo a regnare. l azione e di due altri verbi Taparepiu riemp., ma determina, e calza meglio. per la Celi. a barile... Noi spesse volte desiderosamente lui. [t.J Fr. Bart. Amm. meglio a non averlo ricevuto, [t.] dima spanna? P. Son. Amor e a starmi nella pace mia. = Cavale. Pungil. 177. (C) Grande... pericolo e, ed e peccato, a fare beffe. Gas. Op. 4. 179. Bene sta a non mostrarsi, nel domandar alcuna cosa, acerbi, no fastidiosi od importuni. Fior. Viri. 42. Misericordia... si e ad piu non parendo loro conseguire conoscere cit. dall Albert, in inf. e coll a, lode rompendogli le parole in e sovente denotato dall essere onde invilito tutte con molti armeggiatori. savi! Se taluno di lo stajo. Pungil. e. 19. adoperato, non pare conforme al senso congiunta a quella insegna apparra nel seg. [t.] Vas. o briga (impedimento)... ad ir disporlo che si partisse della patria fu gran fatica. D. 1. 30. Non ti sia fatica A dir sentimento. Al contr. e scorcio di questi modi, ripetasi che l inf. e tanto commutabile col soggiuntivo che il greco mod. semprepone D. 1. 18. Tal colpa e lo slavo assai spesso. Siccome / essere, il dire porta degli a che pajono riemp. [t.] Bocc. Dee. 84. E a dire che io il lasciassi a costui! mod. vivo; e nel med. senso solo a me la tua E dovevasi, epotevasidire? L altro: E avevasi a dire? E erano alti al cielo (qui 0 sim., secondo i casi. 95. Della doppia particella s e gia toccalo: e qui basti un esempio per conferma. Borg. V. Lett. 4. i. 168. (C) 11 granduca Pr. 303. (Gh.) A tanto cui una bella comitiva per a Roma. Chi ben guardi, (maraviglia a dirlo!) Tra gente di misura, che fare°i(modo tutta fosse raddolcita dall uso ; e / a la compisce e dichiara : luti altro dunque che riempitivo, [t.] E cosi in F. Giord. P. 88. A cio di darti esemplo (esempio) di e che spiega 15. Innanzi ad ogu altra modo fam. ma efficace: l ho fatto a questo, o per questo, di Lettera dedicatoria al S. Cardinale. But. Inf. 13. I. (Gh.) Avverandola con lettere false per si fatto modo, che 1 fenno a credere all imperadore Segner. Mann. Die. 8. 2. e forse acconoscere). Car. Lett.i. sono le idee (/ invitare, 7. Per quanto ir posso, esercito) sempre dov e forza che vi s appicchino addosso (le brighe) ancora che non le vogliate. t [t.] Ma piu com. segnatam. in certi dar E 1. 11. Filosofia... 6. Fu veduto a nuotare (quasi star a nuotare). E Bocc. g. 3. con un on e pleonasmo inutile ripetere il dativo: Me l ha detto a me, A me me lo vieni a dire? Ma rincalza Videa o il chi e. A render ragione usilato: A chi non piace, mettasi a 2. Vendere quel suo resto, XVII. Quasi tutti quelli che pajono riempitivi, in verita sono ellissi. L a E 2. 8. L del linguaggio; perche se s avesse a dire tutto, non pina di San Pietro a i sono: [t.] AI vedere, Gli 2. 4. E vedemmo a congressi soliti. — A sentir lui, ogni caduta 308.1. Gli Epici stimolatori all progresso. fr.] Cos i: E lui adire (cioe badava, osim.). Anche tu a lacerarmi? Modo che mancava ai Lat., i quali hanno solo l infinitivo, lior. dosso al misero Punge a It. l hanno: E 132. con la scrittura l origine inf. dice o piu intensita, o piu costanza nell atto. Altre ellissi col verbo polenti, [t.] D. 2. 5. Questa gente che preme a noi e molta (viene verso dal che nelle voci naturali; ma ci preme quasi E 1. 14. Giaceva al 2. 11. Vegna ver (o Dio, venga verso) parola, e diventa al significalo regno ; Che noi morte, alla sua e la ne tendere] da noi, S ella non vien, Che nostre viste la non . 15. Se tu segui tua stella (l ispirazione che te ne viene). [t.J D. 3. 21. Al a sue. — Salv. Avvert. 143. La bella donna che di diverse lingue, non da Son. Sforzati al cielo, o mio stanco coraggio. Ellissi sim. A che pro! quei che ci E perche a che fine fare Leop. Gir. Gap. piac. 80. verbo puo ed piova (per materia alla e quando quel che lui il premio; A cenciosi la battaglia, a gallonati il trionfo. Prov. Oggi a me, domani a te. — A buon intenditor poche parole. Bell intercalare toscano: Prima a nona. Petr. Rim. da riguardano il nome insieme e il verbo, o piu direttamente il nome. Arias. Fur. 8. 15. (Gh.) smarrla, Comevirtu che a troppo orma: A Logistilla si salvaro, ed indi Tornare a Sciti, a Persi, a Greci, ad Indi. G. B. Appressarsi a me. vedere grande 32. Fu (Apelle) molto piacevole L. Gir. 1. 50. Fanciulli a parola). Petr. Bini. 1. dare ad intender quanto e veste che al da, di mano, non il re). Car. Leti. fam. 1. 7. (C) Sara con questa mia una a lui. [Val.] Bent. Leti. il terminarla piu presto e M. cristianissima agli Svizzeri. di Toscana dicesi gli valido, (campana) sonava a messa. [t.J Prov. Tu sei come la campana del bargello, che suona sempre Genova. sostener la guerra Si Filoc. 5. Li mari sarebbesi giunti fino a dire? sollint. fino al, senso not. ai comandamenti di Dio. [t.] eccesso, a e sensi. Taluni qui, omettevano Va innanzi a certi pronomi che lo vogliono adesso, [t.J come: D. 1.1. Risposi lui. E 1. 23. Disser me. E 2. 15. Risponder lei con viso temperato. =E Tuss. Gerus. 1. 12. (C) E in mio nome di io al Comune Legno (col [Cam.] Guilt. L. 13. Grazia non (a) Dio rende (come per la Dio grazia, per la grazia chiuso Ad una, a due, in altri luoghi quest ellissi, che pare cosi strana, e usilatissima, come in ne veniva alla porta alla e ad altrui, [t.1 D. esclamazione: a tentarci. Mach. 1. me e diessi altrui. [t.] supino, ricchezza di quella lingua. Far. petto avca, Qual maraviglia se rispetto a Della sua e in da. fare un Ne modi che chiedono due 5. 166. (Gh.) I lettori tatti e due. Vili. G. 681. (C) La quale (epistola)... ci pare degno di mettere in noia verbo a verbo (direibesi tuttavia: parola quel re (Aless. Magno) lo 86. (C) Vaghi pensicr, che cosi passo passo Scorto m avete a ragionar tant alto. Car. Eneid. i. 147. Marino augello... Terra mondo, ha da a; certo Omeltesi anco laddove suol precedere dal 1433 infmo al 1527. celata, a voi. ferire Causam de modi usitati tuttavia. [t.J D. 2. 1. Dall alto scende virtu Qui i modi si posa. Casligl. Cortig. 288. Bini. 83. (C) Quando amor comincio darvi battaglia. E per risparmiare un a a causa dell altro rapio, Epira e repo. riverenza di quell idolo. 12. Avvisavano che il vivere moderatamente... avesse molto a cosi fatto accidente 247. Tutte vestite la quiete suppone o molo Dammi bere, Gli ha dato mangiare, il tose, lo tralascia, quando sia locuzione cosi indeterminata ; dira pero gli parte a parte. In questo tale, o della tale che di suoni, perche il e. 51. (Gli.) Contro la dissenteria vale il sugo delle foglie dato oro usata. — Pelr. Rim. di comparazione, 2. Non vi e piu polenti son quelle dove un nome colla forma 26. (C) Videro d oro. verso — A proposito ! comincia un nuovo discorso, insieme ad una voce. E il con in nuovi amor .l ovvero e ironia per alla sua risposta, dietro si scaglia, [r.] Com. Passando ad altro Esp. Fesse (facesse) creando, e pensiero o d operazione, senza piu dicesi: Ad altro!, All altro! Chi vuol notare in altri cautela soverchia, gli dice ironicamente: A risico ! a chicche — Ingrassato a disgrazia grande gli accada. E forma di affermazione, d invocazione, o di giuro; giacche con la particella di direzione volgesi l animo nostro e l altrui all ente invocato per testimone o per vindice. [t.J Geli. Vitellio con iscellerate armi fare si Dio ! e bisognera altro che parole. = Quando suona invocazione, come Fior. il calice, l ha imaginato del nostro Signore G. C. e della sua Ricord. 3. lui ti piangi (lamenti). Car. contengono...; diventa affine a In nome o nel nome, che ritaglio. Bocc. Barber. Docum. Am. L amor che a te umano eterna gloria. Guicciard. Ag. a in e confessione che l alto del quale sitratta, ha virtu da quel nome ; nel, come sempre l art., e meglio determinato. Qui cade Firenz. Asin. 199. (C) Alla fe alla fe, ch egli si pare bene che tu scherzi sopra le pene altrui. In ant. dicevano che a questi anni si Giuro agli Evangeli. Altri modi scaduti, ed e bene che siano: Alla passione del nostro Signore. qualunque Nell comunemente impenetrabile all al al primaio (ultimo peggiore ubbriaco fastidioso, tu non conterrai (entrerai) stanotte. E Fir. Lucid. i. 1. [T.] Ellissi di Pros. ghiacciati in una buca, Dio, che vale A Dio vi raccomando. E cosi: A il tutto. Morell. Cr. collo. Pule. M. 10. sia lult uno con sottrarsi Alla salute son li vicine a dove Illa barba di, facendo allo di spregio. Forma delle iscrizioni: A Dio Ottimo Massimo, Alle hit. dare te mio cuor, pass, [t.] le opere di 210. lettere. [t.J Fior. S. 33. Mia bisogna Voi conoscete, spalancate. foce. Dio, Frate Francesco, azione; e perche chi da, Leti. 19. (C) Al suo amico e divoto per Cristo, Guido, Don Giovanni dalle Celle un gran petrone. Trasl. vede marlire (grave de superbi in a Trento. — Alle mani dare e al negare, [t.] che mi sia tolto Lo voi, A lei. Nel volgersi a pers. per dimostrare maraviglia o dispetto di cosa e 1 cento a mio Lei ! come dire : Che ne pare a Lei? Ella che ci direbbe o farebbe? NeWesortare se V. Disc. 1. 351. (C) pare o fingasi che abbia difficolta o importanza: A ine! kyoi =Firenz. Lucid. 1. 4. (C) Ecco, a te: qui bisogna ordinare (il desinare) per dieci, e non per tre. Fag. Bini. 1.160. Via, presto, a noi; andianne, D. 2. 2. Cantavan tutti chi? vale non solo a chi e diretta la parola o l atto del quale Se io avessi in dir seria o giocosa a parola 71. Lo chiam io Segui o fingasi di prendere per la punta ; come dire coda l alma a prezzo voi di trattare cosi? Ed i pagamenti a fiorini di ellissi che e gente va, ! Non ho paura sebben fuste venti ; Io non mi movo. A voi! Chi si fa avanti? Quindi grido D. 3. 31. Quando Laterano i. 220. (C) Le femmine... fattesi a certe finestre, cominciarono a gridare: al ladro al ladro. D. i. 8. Vidi quello strazio Fardi costui alle fangose genti... Tutti gridavano: A Filippo Argenti Modi che il nemico tiene AI fuoco!, Alle forche!, Alla malora !, All inferno !, AI diavolo ! Vili. G. 819. (C) Ordinarono... che certi ribaldi e fanti filtiziamente s azzullassono insieme, e gridassono : all arme all levar del sole. Grazz. 30 del 1495. Su alla guerra, alla guerra. =-Car. Eneid. 5. 181. (C) In qua, Menete: al sasso Al sasso, alla sinistra alla sinistra, Dicea vigorosamente percossono (percossero) al capitano (svoliate): A casa! [o a & raddoppiata piu che aspirata; 56. Raddoppiasi / Modi del moto, [t.] ! (anco in traslato pur troppo) ; Alla larga!, All e troppo piu... avveduto che Contr. del mancare. al cielo, fratelli miei dilettissimi, al cielo al cielo. All opera!, Al tutte le persone umile e (a chi parlando si svia dal proposito, o di chi ci ritorna). [Cam.] G. B. Geli. 361. Io voglio andare insino al Bargello— Orsu ai ] D. 2. 1. Fui 2. Subito i maligni alle dicerie, subito alle rampogne, subilo ai fremiti, subito a dire che vuol dar fondo alla casa.